FLONDAR E DINTORNI, VERSO L’ERMADA
| PAOLO GROPUZZO già Dirigente Generale Polizia di Stato Comandante dei N.O.C.S. | FRANCO TOSOLINI Ricercatore Storico |
Locandina dell’incontro

Articolo Giornale pre-incontro

L’associazione Liberal Belluno, sotto la guida della presidente Rosalba Schenal, torna a proporre i suoi attesi appuntamenti culturali con un incontro che promette di intrecciare il fascino della storia del territorio con l’esperienza di chi ha servito lo Stato ai massimi livelli.
Giovedì 28 maggio 2026, alle ore 18:00, la cornice del Ristorante “La Taverna” (via Cipro, 7 – Belluno) ospiterà la conversazione dal titolo:
“Flondar e dintorni, verso l’Ermada”
Protagonista della serata sarà Paolo Gropuzzo, figura di spicco delle istituzioni italiane. Già dirigente generale della Polizia di Stato e storico comandante del N.O.C.S. (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza), Gropuzzo metterà a disposizione del pubblico la sua profonda conoscenza in un dialogo che si preannuncia ricco di spunti di riflessione.
A condurre l’incontro e a stimolare il dibattito sarà Franco Tosolini, che guiderà il pubblico attraverso i temi della serata, focalizzati su un’area geografica densa di significati storici e naturalistici.
L’appuntamento si inserisce nel collaudato format delle “Conversazioni in Taverna”, dove l’approfondimento intellettuale si sposa con l’atmosfera informale e accogliente di uno dei luoghi storici della città. L’evento rappresenta un’occasione unica per ascoltare dalla voce di un esperto analisi che spaziano dalla memoria dei luoghi alla sicurezza dei confini.
Dato il carattere esclusivo dell’evento e il numero limitato di posti, la prenotazione è vivamente consigliata.
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Quando: Giovedì 28 maggio 2026, ore 18:00
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Dove: Ristorante “La Taverna”, via Cipro 7, Belluno
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Contatti per prenotare:
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0437 26839
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336 559177
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Un nuovo tassello che conferma l’impegno di Liberal Belluno nel mantenere vivo il dibattito culturale in città, portando a Belluno testimonianze di alto profilo nazionale.
Presentazione a cura di Rosalba Schenal
Buonasera.
Un sincero bentornato al dottor Paolo Gropuzzo, questa sera come grande appassionato di Storia.
Paolo Gropuzzo nato e laureato a Trieste, nel 1988 vince il concorso per funzionario della Polizia di Stato, dopo il corso a Roma, nell’89 primo incarico Questura di Milano, dove per sei anni dirige varie sezioni: anti-droga, anti-rapine, contrasto alla criminalità organizzata.
Quindi per cinque anni 96-2001 dirige la Squadra Mobile di Verona; richiamato a Roma è nel Servizio Centrale Operativo, nel 2003 viene nominato
Comandante del N.O.C.S., per dieci anni conduce interventi anti-terrorismo e liberazione ostaggi.
Nel 2013 viene nominato Vicario del Questore di Trieste.
Dal 2017 ha diretto la IV Zona di Polizia di Frontiera con competenza sulle frontiere terrestri, marittime e aeree del Triveneto.
Dal 1° febbraio 2019 al 31 dicembre 2023 è Questore di Gorizia.
Ha frequentato numerosi corsi di specializzazione tra i quali uno da negoziatore presso l’F.B.I. (U.S.A.) e uno per Comandanti di Unità anti-terrorismo in Israele.
Conduce Franco Tosolini.
Grazie.
Articolo post-incontro
Flondar e dintorni, verso l’Ermada. La Prima guerra mondiale minuto per minuto sulle colline di Trieste
Belluno, 28/05/2026 – Si è tenuta questa sera al ristorante La Taverna di Belluno, un’intensa serata culturale organizzata dall’associazione Liberal Belluno. Con l’introduzione della presidente Rosalba Schenal, la conferenza dal titolo “Flondar e dintorni, verso l’Ermada”, ha acceso i riflettori su una delle pagine più drammatiche e significative della Grande Guerra sul fronte triestino.
Protagonista dell’incontro è stato Paolo Gropuzzo, figura di spicco delle istituzioni italiane — già ufficiale di complemento dell’Esercito e successivamente dirigente generale della Polizia di Stato e storico comandante del N.O.C.S. — in veste di relatore e autore di un libro di prossima pubblicazione. L’incontro, condotto da Franco Tosolini, ha offerto una prospettiva che va ben oltre la cronaca militare.
Durante il suo intervento, Gropuzzo ha analizzato il delicato contesto dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915. Nonostante il legame con la Triplice Alleanza, l’Austro-Ungheria era percepita come un “nemico atavico” per i fatti del Risorgimento. L’autore ha evidenziato come la maggioranza degli italiani e del Parlamento fossero inizialmente contrari all’intervento, deciso infine da complesse trattative segrete e dalle promesse territoriali di Francia e Inghilterra.
Questa mobilitazione rappresentò uno shock senza precedenti per un’Italia ancora agricola: circa 6 milioni di persone furono mobilitate, portando a uno sradicamento sociale totale. Gropuzzo ha anche reso omaggio alla “rivoluzione silenziosa” delle donne, che per la prima volta occuparono ruoli maschili nella società e nell’economia bellica.
La particolarità dell’approccio di Gropuzzo risiede nella volontà di narrare la “Grande Storia” partendo dal basso: “Ho cercato di far capire cosa passasse nelle loro teste, o meglio ancora nel loro cuore, in quei frangenti”, ha spiegato l’autore.
Il focus si è concentrato sulla decima e undicesima battaglia del 1917, scontri di proporzioni gigantesche che videro coinvolti oltre un milione e mezzo di uomini sul territorio nazionale, cifre mai più raggiunte. Il racconto si è avvalso di diari e appunti scritti “minuto per minuto”, incrociando spesso la versione italiana con quella austriaca per restituire una visione d’insieme autentica.
L’autore ha descritto con realismo le terribili condizioni nelle trincee, dove la morte arrivava spesso dall’alto, attraverso un’artiglieria che uccideva a distanza senza contatto diretto. Oltre alle bombe, i soldati dovevano affrontare parassiti, tifo, malaria e una convivenza forzata con l’orrore. In un’epoca priva di penicillina, le ferite portavano spesso a migliaia di amputazioni, creando una generazione di mutilati profondamente segnati nel corpo e nello spirito, molti dei quali non ebbero nemmeno il coraggio di tornare a casa per la vergogna della propria condizione.
Gropuzzo ha infine spiegato il valore cruciale dell’altura dell’Ermada. Non era solo un obiettivo simbolico per raggiungere Trieste; la sua conquista avrebbe aperto la strada verso Lubiana e Vienna. Fu proprio questa minaccia al cuore dell’Impero a spingere la Germania a intervenire massicciamente, portando poi agli eventi che condussero alla rotta di Caporetto.
La serata ha confermato l’impegno consolidato dell’Associazione Liberal Belluno nel proporre temi capaci di far parlare il passato al cuore e alla coscienza del presente.
Il libro






