Si conclude, con Pietrangelo Buttafuoco, ed è sempre una forte emozione averlo con noi, questo ciclo di incontri.
Pietrangelo è, innanzi tutto, caro amico, è scrittore di eccezionale cultura, ironia, sensibilità e sentimento.
Personalmente, quando lo leggo, penso che è poeta e scienziato della scrittura.
E’ poeta quando descrive i colori e i profumi dell’antica Persia, la romantica atmosfera di S. Pietroburgo, la solitudine e la tristezza dello Zar Nicola 2°, le bellezze antiche della sua Sicilia, quando scrive dei suoi figli Saro e Giuseppe che portano i nomi dei nonni per la radice.
E’ scienziato per la conoscenza e l’uso, quasi unici, della lingua italiana.
Concludo con una domanda, se posso: da quale Paese avevi portato la piantina di papiro ?
Grazie, Pietrangelo, è sempre un grande onore e privilegio.
Conduce Daniela De Donà.
IL LIBRO
Descrizione
Ogni giorno Pietrangelo Buttafuoco – col suo zaino da pendolare, con il suo ufficio sulle spalle – lascia la luce e scende nel buio della metropolitana. Entra nel vagone e si ritrova dentro un incantesimo. Ruba le storie della vita dei pendolari e ne fa “cunto”. Tutte le mattine il viaggio sotterraneo gli regala una nota per il suo quaderno: incontri straordinari, storie d’innamorati, struggenti malìe, canzoni, dediche ed epiche vissute tra i sedili, i corrimani, le scale mobili e i nodi delle stazioni della metropolitana. Reticoli che si dipanano poi nel groviglio seducente di transiti ferroviari, navigazioni, viaggi in automobile o passeggiate lungo strade di un mondo svelato agli occhi dell’immaginazione. Esercizi di osservazione destinati al taccuino, messe in scena che diventano preghiere, realtà strappate alle quotidianità per svelare la verità della poesia. Tutto si mostra in un solo istante per durare poi un’eternità.