RUSSIA STORIA DI UN IMPERO EURASIATICO
ALDO FERRARI Professore ordinario presso l’Università Cà Foscari di Venezia Dirige il programma di ricerca su Russia, Caucaso e Asia Centrale per l’ISPI di Milano | GIANPAOLO SCARANTE Ambasciatore Professore Università di Padova, Facoltà di Scienze Politiche Responsabile corso “Teoria e Tecnica della negoziazione Internazionale” |
Locandina dell’incontro

Articolo Giornale pre-incontr


Presentazione a cura di Rosalba Schenal
Signore e signori buonasera.
Un cordiale benvenuto e un sentito ringraziamento per la presenza ai relatori: Aldo Ferrari e Gianpaolo Scarante.
Aldo Ferrari è Professore Ordinario presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove insegna Lingua e letteratura Armena, Storia dell’Eurasia, Storia del Caucaso e dell’Asia Centrale. Coordina l’Osservatorio di politica e relazioni internazionali.
Per l’ISPI di Milano dirige il programma di ricerca su Russia, Caucaso e Asia Centrale.
E’ Presidente dell’Associazione per lo studio in Italia dell’Asia Centrale e del Caucaso (ASIAC).
Autore di molti libri e articoli per riviste specializzate.
Gianpaolo Scarante Ambasciatore, Professore all’Università di Padova, Facoltà di Scienze Politiche, Responsabile del Corso di ” Teoria e Tecnicadella Negoziazione Internazionale “.
Dopo la laurea in Scienze Politiche a Padova, entra in carriera diplomatica a seguito di concorso. Svolge i primi incarichi in Albania e Germania, rientrato alla Farnesina è all’Unità Affari Speciali, poi Consigliere presso le ambasciate di Tunisi e Rabat, rientrato a Roma si occupa delle relazioni con i Paesi dell’Europa orientale e in particolare della Russia.
Nel 2005 è nominato Consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri. Nel 2006 è nominato Ambasciatore d’Italia in Grecia e nel 2010 in Turchia.
E’ analista politico e commentatore di politica internazionale.
Modera Franco Tosolini.
Grazie.
Articolo Giornale post-incontro


IL LIBRO
La storia russa viene spesso vista come un processo altalenante di attrazione e repulsione nei confronti prima dell’Europa e poi in generale dell’Occidente, in cui momenti di grande apertura si sono alternati ad altri di chiusura più o meno completa. La storia della Russia non dovrebbe però essere letta come quella di una periferia europea, ma inquadrata all’interno di dinamiche autonome.?Se infatti la prima Russia, la Rus’ di Kiev, creata nella seconda metà del IX secolo dalle genti scandinave, slave e ugro-finniche, era decisamente aperta agli influssi europei, il periodo successivo – a partire dal «giogo mongolo» sino alla seconda metà del XVII secolo – è stato caratterizzato da un parziale allontanamento dall’evoluzione storica europea. È allora che la Russia, osserva Aldo Ferrari, «matura in maniera definitiva la sua particolare conformazione geografica, politica e culturale, divenendo un mondo diverso rispetto all’Europa, inserito in prospettive e orizzonti propri, particolari». Un mondo determinato non soltanto dalla sua dimensione slava e dai contatti con i paesi europei e l’Impero bizantino, ma anche dai rapporti con i popoli nomadi delle steppe e, più tardi, dalla competizione con gli altri imperi eurasiatici (ottomano, persiano e cinese). Nel corso dell’Ottocento e sino alla rivoluzione del ’17, infatti, l’Impero russo ha completato la sua grande espansione territoriale, con la conquista di tutta l’Eurasia settentrionale. Questa dimensione eurasiatica perdura fino ai giorni nostri, sotto la guida di Putin, quando nel paese è tornato a consolidarsi un sistema incentrato sullo statalismo e sull’accentramento del potere nelle mani del presidente, riprendendo in un contesto politico del tutto nuovo la tradizione autocratica risalente almeno a Ivan IV, il Terribile.?In un accurato e appassionante volume, Ferrari ricostruisce la storia della grande potenza russa attraverso gli elementi che ne hanno forgiato l’identità, ponendo particolare attenzione all’aspetto autocratico della sfera politica, frutto non solo dell’eredità bizantina, ma anche di quella mongola; alla natura multietnica del paese, tanto nell’epoca zarista quanto in quella sovietica; e infine alla politica neo-imperiale della Russia odierna e alla sua collaborazione con la Cina all’interno del progetto di una Grande Eurasia in opposizione all’egemonia occidentale.

