AUDACIA, RIBELLIONE E VELOCITÀ
GIORDANO BRUNO GUERRU Giornalista e scrittore Presidente del Vittoriale degli Italiani | ANDREA BASILE Docente |
Locandina dell’incontro

Articolo Giornale pre-incontro




Presentazione a cura di Rosalba Schenal
E’ sempre un vero piacere e un grande onore dare il bentornato a Giordano Bruno Guerri con il suo nuovo splendido libro ” AUDACIA RIBELLIONE VELOCITA’ Vite strabilianti dei futuristi italiani “.
Giordano Bruno Guerri, giornalista, grande scrittore e storico del Novecento, Presidente del Vittoriale degli Italiani e del ForumTal per il trattamento automatico della lingua, Direttore generale di Garda Musei.
In passato ha diretto Storia Illustrata e l’Indipendente, è stato Direttore editoriale dell’Arnoldo Mondadori Editore, Presidente dell’Istituto di Alta cultura Fondazione Ugo Bordoni, autore e conduttore di trasmissioni televisive.
Autore di molti libri, sono tutti ristampati e tradotti in varie lingue.
Modera Franco Tosolini, che ringrazio per la disponibilità a sostituire il prof. Andrea Basile indisposto.
Espone la pittrice Desi.
Grazie.
Articolo Giornale post-incontro


IL LIBRO

Un libro di storia e di storie, in cui Guerri unisce la perizia del biografo e la brillantezza del narratore allo sguardo del commentatore attento, per stabilire – tra foto inedite dei protagonisti, manifesti, opere d’arte e idee di propaganda – cosa è stato il futurismo nelle vite dei suoi interpreti, e cosa c’è del futurismo nelle nostre (decisamente più noiose).
«Ogni avanguardia è tale quando, mentre uccide, prepara una nuova vita, demolendo insieme al passato il presente.»
Vale per ogni avanguardia, e non può non valere più forte per l’avanguardia delle avanguardie. Fedele a questa definizione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce l’esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale – artistico, politico, di costume – che fu il futurismo, la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall’Italia e dall’Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a sé e al suo Manifesto del 1909 le energie più vivaci dell’epoca, in Italia e nel mondo. Così, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (già, l’altra metà del futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Boccioni, Prampolini, Balla, Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l’innamoramento per la modernità, l’indole ribelle e guascona, l’adesione compatta al mito della velocità. E il legame con il fascismo, l’ambizione di rendere futurista la rivoluzione mussoliniana, ambizione destinata a fallire e a ipotecare il giudizio storico sull’avanguardia creata da Marinetti. Eppure, il futurismo riuscì a impedire che anche il regime si appiattisse nella condanna dell’arte moderna – “degenerata” – come accadde nella Germania di Hitler e nell’Unione Sovietica di Stalin. E oggi l’eredità del futurismo sopravvive nelle avanguardie, nelle invenzioni più contemporanee, da Internet all’Intelligenza Artificiale, nei costumi che i futuristi preconizzarono, nel modo di guardare, intendere, vivere e sopravvivere al progresso.
